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Roberto Benigni, attore: biografia e curiosità

Roberto Benigni

Roberto Benigni è uno dei personaggi pubblici tra i più popolari e apprezzati in Italia e nel mondo. Scopriamo qualcosa in più sulla vita professionale e privata di questo attore.

Roberto Benigni è nato il 27 ottobre 1952 a Castiglion Fiorentino, piccolo comune della provincia di Arezzo, da una famiglia di contadini. Si diploma in ragioneria, ma la sua passione per lo spettacolo prende il sopravvento, iniziando prima come cantante e musicista e proseguendo poi come attore di teatro. La svolta professionale di Roberto Benigni arriva nel 1975, quando incontra il famoso regista e sceneggiatore Giuseppe Bertolucci. Questo lo fa debuttare prima in televisione, come presentatore del programma satirico di Rai Due “Onda Libera”, e poi al cinema, nel film “Berlinguer ti voglio bene”. Nel 1983, durante un comizio del PCI, passa alla storia la scena di Benigni che prende letteralmente in braccio il leader comunista Enrico Berlinguer, uno dei politici più seri del panorama politico italiano dell’epoca. Nel 1980, insieme a Claudio Cecchetto e Olimpia Carlisi, conduce il 30esimo Festival di Sanremo. Nel 1983 porterà nelle piazze e nei teatri di tutta Italia lo spettacolo di cabaret “Tuttobenigni”, dimostrando così di essere anche un perfetto one-man show. Nello stesso anno debutta dietro la macchina da presa come regista, con la commedia “Tu mi turbi”. L’anno successivo sbanca il botteghino con la pellicola “Non ci resta che piangere”, girata insieme all’amico Massimo Troisi.

Nella seconda metà degli anni Ottanta Roberto Benigni approda negli Stati Uniti d’America, dove recita in quattro pellicole, tra cui “Il figlio della Pantera Rosa”, famoso film dove interpreta il ruolo del figlio dell’ispettore Clouseau. Nel 1991 fonda, insieme alla moglie Nicoletta Braschi, la casa di produzione “Melampo Cinematografica”. Negli anni Novanta usciranno tre dei maggiori successi cinematografici dell’attore toscano: Il piccolo diavolo, Johnny Stecchino, Il mostro. Tutti film comici, ma che trattano tematiche scottanti e inerenti ai fatti del periodo, come le stragi mafiose e i macabri delitti del Mostro di Firenze. La consacrazione internazionale arriva nel 1997 con “La vita è bella”, film che racconta gli orrori dell’olocausto con un approccio diverso da tutte le altre pellicole del genere, affrontando un argomento così delicato anche attraverso l’ironia, alternando tratti di dramma e di commedia. Il film si aggiudica tantissimi premi e riconoscimenti in tutto il mondo, tra cui nove David di Donatello, cinque Nastri d’Argento, un BAFTA, un SAG Awards e tre Premi Oscar (miglior colonna sonora, miglior film straniero, miglior attore protagonista). Passata alla storia la scena della premiazione di Benigni come miglior attore protagonista da parte di Sophia Loren alla notte degli Oscar.

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